16.09.2026

Mercato immobiliare italiano stabile

Mercato immobiliare italiano stabile: oltre 201 mila compravendite nel secondo trimestre 2026

Il mercato immobiliare italiano continua a mostrare una buona capacità di tenuta. Nel secondo trimestre del 2026, tra aprile e giugno, sono state compravendute in Italia oltre 201 mila abitazioni, con una variazione del +0,1% rispetto allo stesso periodo del 2025.

È quanto emerge dai dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) dell’Agenzia delle Entrate, che fotografano un mercato sostanzialmente stabile dopo la crescita osservata nei trimestri precedenti.

 [ Qui le statistiche del sito dell’Agenzia delle Entrate ]
 

Un mercato stabile, ma sempre più selettivo

I dati OMI restituiscono quindi l'immagine di un mercato immobiliare che, dopo una fase di crescita, sta attraversando un periodo di maggiore stabilità.Ma parlare semplicemente di “mercato fermo” sarebbe riduttivo.

Dietro il +0,1% nazionale convivono infatti situazioni molto diverse: territori che continuano a crescere, altri che rallentano e segmenti, come quello delle nuove costruzioni, che mostrano dinamiche decisamente più vivaci.
Per chi desidera vendere casa, questo significa che diventa ancora più importante conoscere il mercato locale, individuare il corretto posizionamento dell'immobile e definire una strategia di vendita coerente fin dall'inizio.

Per chi vuole acquistare, invece, analizzare attentamente zona, caratteristiche dell'immobile, condizioni del finanziamento e prospettive future può fare una differenza importante.
Il mercato immobiliare non è mai un unico mercato: ogni territorio, quartiere e immobile segue dinamiche proprie.

Per questo affidarsi a dati aggiornati e a una valutazione professionale rappresenta il primo passo per prendere decisioni immobiliari più consapevoli.


Oltre 201 mila abitazioni compravendute

Il dato nazionale evidenzia una situazione di equilibrio: le compravendite crescono appena dello 0,1% su base annua, ma con differenze significative a seconda delle zone geografiche.

Nei Comuni capoluogo gli scambi aumentano dello 0,5%, mentre nei Comuni non capoluogo il mercato rimane sostanzialmente stabile.

A livello territoriale, il Nord-Ovest registra una crescita dello 0,4%, mentre il Sud segna un +0,6%. Il Centro registra invece una flessione dello 0,7%, mentre nel Nord-Est il numero delle transazioni rimane praticamente invariato, con un -0,1%.

Interessante anche il dato relativo alle superfici complessivamente compravendute, che aumentano dello 0,5%, leggermente più dei volumi delle transazioni.
 

Quasi un acquisto su due viene effettuato con un mutuo

Il credito continua ad avere un ruolo fondamentale nel mercato residenziale italiano.

Nel secondo trimestre 2026, circa il 47% degli acquisti effettuati da persone fisiche è stato sostenuto da un mutuo ipotecario.

Il tasso medio applicato alla prima rata del mutuo si mantiene intorno al 3,6%, mentre il capitale complessivamente finanziato attraverso mutui ipotecari per l'acquisto di abitazioni supera i 12 miliardi di euro, circa 325 milioni in più rispetto allo stesso trimestre del 2025.

Un dato che conferma quanto l'accesso al credito continui a incidere sulle decisioni delle famiglie e, più in generale, sull'andamento delle compravendite.
 

Prima casa protagonista del mercato

Rimane molto elevata anche la percentuale di chi acquista usufruendo dell'agevolazione fiscale “prima casa”.

La quota si mantiene infatti vicina al 73% degli acquisti effettuati dalle persone fisiche, praticamente invariata rispetto al trimestre precedente.

La casa continua quindi a rappresentare non soltanto un investimento, ma soprattutto una scelta abitativa centrale per le famiglie italiane.

Forte crescita per le abitazioni di nuova costruzione

Uno dei dati più interessanti riguarda le nuove costruzioni.

Nel secondo trimestre 2026 le compravendite di abitazioni nuove registrano un significativo +15,6% rispetto allo stesso periodo del 2025.

La loro incidenza sul totale delle compravendite sale così al 6,4%. In controtendenza, invece, gli acquisti di abitazioni esistenti diminuiscono dello 0,8%.

Si tratta di un segnale da osservare con attenzione: una parte della domanda sembra orientarsi verso immobili nuovi, efficienti e maggiormente rispondenti alle esigenze abitative contemporanee.

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