14.09.2026
Il 2027 potrebbe segnare un importante ridimensionamento dei bonus dedicati alla casa.
Ristrutturazioni, efficientamento energetico, interventi antisismici e acquisto di mobili potrebbero infatti diventare meno convenienti rispetto al 2026. Alcune agevolazioni vedranno ridursi le percentuali di detrazione già in base alla normativa attualmente prevista, mentre altre rischiano di non essere prorogate.
Attenzione però: il quadro non è ancora definitivo. Sarà soprattutto la Legge di Bilancio 2027 a stabilire se le riduzioni previste verranno confermate o se arriveranno nuove proroghe e modifiche.
Per chi possiede un immobile e sta pensando di ristrutturarlo, quindi, gli ultimi mesi del 2026 potrebbero essere particolarmente importanti.
Partiamo da una delle agevolazioni più utilizzate dai proprietari di immobili.
Nel 2026, per gli interventi che rispettano i requisiti previsti dalla normativa, la detrazione è pari al:
50% per l'abitazione principale;
36% per gli altri immobili.
Per il 2027 è già prevista una riduzione delle aliquote.
Salvo modifiche legislative, si dovrebbe passare al:
36% per l'abitazione principale;
30% per seconde case e altri immobili.
Non cambierebbe quindi solamente la percentuale recuperabile: secondo il quadro normativo attualmente previsto, il limite ordinario di spesa agevolabile dovrebbe tornare da 96.000 a 48.000 euro per unità immobiliare.
Un cambiamento che può avere un impatto considerevole per chi sta programmando interventi importanti.
Pensiamo a un proprietario che debba sostenere 40.000 euro di lavori sulla propria abitazione principale.
Con una detrazione del 50%, il beneficio fiscale teorico può raggiungere:
20.000 euro.
Con una detrazione del 36%, a parità di spesa, diventerebbe:
14.400 euro.
La differenza è di 5.600 euro.
Naturalmente si tratta di un esempio semplificato: l'effettiva possibilità di usufruire della detrazione dipende dalla tipologia di intervento, dalla situazione fiscale del contribuente e dal rispetto di tutti i requisiti previsti.
Anche l'Ecobonus, dedicato agli interventi di efficientamento energetico degli edifici, dovrebbe diventare meno generoso.
Tra gli interventi che possono rientrare nell'agevolazione, a seconda dei requisiti previsti, troviamo ad esempio lavori sull'isolamento termico, sostituzione degli infissi e installazione di pompe di calore.
Per le spese sostenute nel 2025 e nel 2026, l'aliquota prevista è generalmente del 36%, elevata al 50% per l'abitazione principale quando sussistono le condizioni richieste.
Dal 2027, invece, le percentuali dovrebbero scendere al:
36% per l'abitazione principale;
30% per gli altri immobili.
L'Agenzia delle Entrate conferma inoltre che per ristrutturazione e riqualificazione energetica l'aliquota maggiorata sull'abitazione principale passa dal 50% previsto per 2025 e 2026 al 36% nel 2027.
C'è poi un'altra data da tenere d'occhio.
In base alla disciplina attuale, l'Ecobonus è previsto fino al 31 dicembre 2027.
Senza ulteriori proroghe o interventi legislativi, dal 1° gennaio 2028 l'agevolazione potrebbe quindi uscire dall'attuale sistema degli incentivi.
Anche per questo motivo i prossimi mesi saranno decisivi per capire quale direzione verrà intrapresa dal legislatore.
Tra le ipotesi citate nel dibattito sulle agevolazioni per l'efficienza energetica c'è anche un maggiore ricorso al meccanismo del Conto Termico.
La differenza sarebbe importante.
Con una detrazione fiscale tradizionale, il contribuente recupera il beneficio negli anni attraverso le imposte.
Il Conto Termico prevede invece un incentivo riconosciuto secondo un meccanismo differente e potenzialmente più immediato.
L'obiettivo sarebbe anche quello di facilitare l'accesso agli interventi di efficientamento energetico per quei nuclei familiari che dispongono di minore capacità finanziaria o fiscale.
Al momento, però, eventuali modifiche in questa direzione devono essere considerate nell'ambito delle possibili evoluzioni del sistema e non come una nuova regola già definitivamente approvata per tutti gli interventi.
Anche il Sismabonus, dedicato agli interventi per la messa in sicurezza degli edifici nelle zone a rischio sismico, rientra nel processo di ridimensionamento delle agevolazioni.
Le aliquote sono state uniformate al sistema previsto per le ristrutturazioni.
Di conseguenza, salvo modifiche, anche nel 2027 la distinzione tra abitazione principale e altri immobili continuerà ad avere un ruolo importante nella determinazione della percentuale di detrazione.
La disciplina attuale ne prevede l'operatività fino alla fine del 2027.
Ancora più incerto è il futuro del Bonus mobili ed elettrodomestici.
Nel 2026 l'agevolazione permette una detrazione del 50% per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati ad arredare un immobile oggetto di determinati interventi di recupero edilizio.
Il limite massimo di spesa previsto è di 5.000 euro.
La detrazione viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo.
Per poter usufruire del bonus è fondamentale rispettare il collegamento temporale con la ristrutturazione: i lavori devono essere iniziati prima dell'acquisto dei mobili o degli elettrodomestici, anche se possono essere conclusi successivamente.
Per il 2027, al momento, la proroga non è prevista.
In assenza di un intervento nella prossima Legge di Bilancio, il Bonus mobili potrebbe quindi terminare il 31 dicembre 2026.
Non tutti gli elettrodomestici possono beneficiare automaticamente dell'agevolazione.
Per alcuni prodotti devono essere rispettate specifiche classi energetiche minime.
Tra gli esempi previsti troviamo:
forni: almeno classe A;
lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie: almeno classe E;
frigoriferi e congelatori: almeno classe F.
Anche questo è un dettaglio importante da verificare prima dell'acquisto.
In sintesi, salvo nuove modifiche legislative:
Abitazione principale
2026 → detrazione fino al 50%
2027 → detrazione fino al 36%
Seconde case e altri immobili
2026 → 36%
2027 → 30%
Bonus mobili
2026 → 50%, entro il limite di spesa previsto
2027 → al momento non previsto
Ecobonus e Sismabonus
restano previsti nel 2027, ma con aliquote ridotte secondo la disciplina attuale.
È probabilmente la domanda che molti proprietari si stanno facendo.
Dal punto di vista puramente fiscale, in determinate situazioni sostenere le spese entro il 2026 potrebbe risultare più conveniente rispetto al 2027, soprattutto per l'abitazione principale.
Ma la scelta non dovrebbe dipendere esclusivamente dal bonus.
Prima di iniziare una ristrutturazione è importante valutare:
costo complessivo dell'intervento;
effettiva detrazione disponibile;
tempi di realizzazione;
capacità fiscale;
miglioramento energetico ottenibile;
valore dell'immobile prima e dopo i lavori;
eventuale intenzione di vendere l'immobile nel breve o medio periodo.
Qui entra in gioco un aspetto che, come agenzia immobiliare, riteniamo particolarmente importante.
Una casa ristrutturata non vale automaticamente quanto il prezzo dell'immobile prima dei lavori più il costo della ristrutturazione.
Spendere 50.000 euro per migliorare un'abitazione non significa necessariamente poterla vendere a 50.000 euro in più.
Alcuni interventi possono aumentare significativamente l'appetibilità dell'immobile, ridurne i tempi di vendita e migliorarne il posizionamento sul mercato. Altri, invece, possono essere difficili da recuperare economicamente.
Per questo, se l'obiettivo finale è vendere, prima di ristrutturare può essere utile conoscere il reale valore di mercato dell'immobile e capire quali interventi vengono effettivamente premiati dagli acquirenti.
Il punto fondamentale è proprio questo.
Le riduzioni previste rappresentano il quadro normativo attualmente programmato, ma non necessariamente quello definitivo con cui entreremo nel 2027.
Nei prossimi mesi la Legge di Bilancio potrebbe confermare le riduzioni, prorogare alcune agevolazioni o introdurre nuove misure.
Per proprietari, acquirenti e investitori sarà quindi importante seguire l'evoluzione normativa senza prendere decisioni sulla base di semplici anticipazioni.
Stai pensando di ristrutturare un immobile per poi venderlo?
Prima di iniziare i lavori può essere utile capire quanto vale oggi, quanto potrebbe valere dopo l'intervento e soprattutto quali lavori possono realmente migliorarne il posizionamento sul mercato.
In QQ Immobiliare partiamo proprio da qui: dall'immobile, dal mercato e dagli obiettivi del proprietario.